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Primi bilanci della stagione estiva 2008
caratterizzata da un calo contenuto
Tra gli eventi della programmazione hanno
avuto maggiore successo le associazioni locali
Cariati Leonardo Rizzo La stagione estiva cariatese che sta per
concludersi si è contraddistinta per le presenze turistiche e il
calendario estivo delle manifestazioni. Per quanto riguarda le
presenze dei vacanzieri sul territorio, il calo si è avvertito
soprattutto nella prima metà di luglio, mentre il mese di agosto,
secondo alcuni, ha registrato più presenze del 2007. L’estate 2008,
a Cariati, e pensiamo anche in altre zone, ha messo in luce la crisi
economica delle famiglie italiane e nel settore turistico è emerso
in modo clamoroso.
Vero
è che le presenze a Cariati quest’anno hanno superato le 50mila, ma
è anche vero che chi è venuto a Cariati ha preferito passare il
tempo sulla spiaggia, ad abbronzarsi, a trascorrere le giornate con
la famiglia, favorito anche da un mare pulito e calmo e dalla
spiaggia, tutto sommato, ben tenuta. La sera, gli ospiti hanno
preferito stare a casa o uscire dopo aver cenato per una passeggiata
sul lungomare o, preferibilmente, nel centro storico tra le famose "vinedde"
e assaggiare il buon gelato artigianale, seduto nella mitica Piazza
Marconi con vista sul mare davanti al panorama "mozzafiato" della
marina. Dobbiamo inoltre ricordare che nei due villaggi che si
trovano in contrada Santa Maria, il Vascellero e le Gardenie, nel
periodo luglio-agosto, sono transitati circa 100mila turisti, i
quali hanno sostato massimo 7/ 10 giorni. Per quanto riguarda le
manifestazioni, sempre secondo gli addetti ai lavori, è emerso
chiaramente che il turista ha preferito quelle più semplici, meno
impegnate, dove poteva divertirsi e rilassarsi. Il programma varato
e gestito dall’Amministrazione, si basava soprattutto su alcuni
appuntamenti
culturali, purtroppo disertati clamorosamente sia dai residenti che
dai turisti e su alcuni spettacoli di musica etnica abbastanza
seguiti. La parte del leone nella programmazione è stata
"appannaggio" di Otto Torri sullo Ionio, che ha "appaltato" una
serie di manifestazioni (caffè letterari, filosofici e soprattutto
il "Meeting euromediterraneo", manifestazioni che non hanno destato
alcun interesse nei cittadini di Cariati e tanto meno dei turisti
ma, che hanno senza dubbio soddisfatto i titolari dell’associazione,
i quali non hanno rischiato nulla perché il tutto è stato
finanziato. Chi, invece, ha avuto successo di presenze e consensi,
sono state le associazioni locali, in particolare la Fidapa, il Cif,
la Pro Loco e le parrocchie di San Michele Arcangelo e di Cristo Re,
le quali, con pochi euro e tanta buona volontà e organizzazione,
sono riusciti a coinvolgere migliaia di turisti con mostre
dell’artigianato locale (tessitura, arte marinara e vasaia,
modellismo di gozzi), sagre e incontri culturali che hanno messo in
luce le risorse umane cariatesi rapportati alla emigrazione (mostra
fotografica sull’emigrazione). La Pro loco autonomamente ha
organizzato affollate sagre dell’anguria, del pesce azzurro e dei
fichi d’india.
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