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Il 4 ottobre scorso ricevemmo da un lettore cariatese di Reggio Emilia, Francesco Filareti, un mail con la quale ci chiedeva notizie, avendo egli investito a San Paolo in una struttura turistica, “sullo stato in cui si trovano i lavori delle scogliere – frangiflutto.
Sapevamo benissimo a che punto erano i “non lavori”, ma per scrupolo sentimmo direttamente i cittadini che vivono nel quartiere San Paolo.
Lamentele infinite. Come la paura di perdere la casa per la quale si è lavorato una vita:  “Io dormo sempre con il terrore di vedere svanire tutti i miei sacrifici – ci disse un signore –  perché sono anni che imploriamo le istituzioni di fare qualcosa di concreto. Fino ad ora abbiamo ricevuto solo promesse. Fatti niente”.
Scrivemmo pure che il Comune era destinatario di un milione e mezzo di Euro per la costruzione delle barriere a mare e che presto i lavori sarebbero iniziati.
Tutto qui: semplice cortesia nei confronti di un concittadino costretto anch’egli ad emigrare.
Ma qualcuno del Palazzo s’adombrò, ed il 18 ottobre, dopo avere doverosamente risposto attraverso un altro sito d’informazione al Filareti, ecco la solita caterva di ingiurie e veleni sul “ponte-online” che si era “permesso” di colloquiare con un cariatese, fornendogli notizie inesatte al solo scopo di denigrare il “potere”.
Ma sembra che il tempo, lui si,  galantuomo, purtroppo ci ha dato ancora una volta ragione.
Ed i fatti, come amano dire a Piazza Friozzi, sono sotto gli occhi di tutti e sotto il tetto di chi rischia, ogni giorno, di perdere il bene materiale più prezioso: la casa.
Intanto (precisiamo che i lavori sono stati consegnati all’impresa vincitrice della gara d’appalto) è successo quel che si prevedeva: con la brutta stagione sono ricominciati i guai dei residenti in San Paolo.
L’imperativo categorico è fare presto, mentre le polemiche sono sempre più aspre, spesso con un risvolto tragicomico, perché pare ormai assodato che nemmeno il pirata Barbarossa, nel famoso assalto alla città datato 1544, sia riuscito a fare tante rovine quanto quelle cagionate nei giorni scorsi dal mare in tempesta alle abitazioni del quartiere San Paolo.
L’amministrazione comunale, alle cruenti critiche sollevate su una presunta “mollezza istituzionale”, ribadisce di essere intervenuta tempestivamente, fronteggiando emergenze ed accogliendo infinite richieste”.
Una nota ufficiale del Palazzo informa che i “danni maggiori sono stati causati da un abusivismo diffuso ed impunito”,  che è come dire ai proprietari delle abitazioni: “Hai costruito dove non si poteva. Ed ora arrangiati. La legge prevede la demolizione delle costruzioni; per demolire non abbiamo il becco di un quattrino, quindi non è meglio se il mare ci dà una mano così risparmiamo?
Il concetto è ripetuto, tanto per chiarezza espositiva: “Fermo restando l’eccezionalità del fenomeno meteorologico che, com’è noto, ha interessato tutta la costa, c’è da constatare che gli effetti dannosi sono stati maggiormente causati dall’intervento sconfinato dell’uomo protrattosi impunemente negli ultimi decenni”.
Ma perché non si è intervenuti per tempo? Ecco la “giustificazione istituzionale”: L’amministrazione comunale contava, vista la data della consegna dei lavori per la ricostruzione della costa, di evitare interventi che andassero a gravare sul bilancio. Ciò nonostante, sensibili all’angoscia e alla paura avvertita dai residenti della zona San Paolo, si è intervenuti e si è evitato che le case subissero danni”.
Vuoi vedere che in tutta questa confusione c’è lo zampino del “ponte-online”?

Intanto abbiamo ricevuto un'altra significativa mail da un cittadino di Cariati che vive ormai da dieci anni a Modena, il quale con una nota significativa fa capire quanto ha nel cuore il suo paese natio e quanto dolore lo rattrista per gli ultimi eventi.

Ecco la mail, certi che questa volta non ci saranno ingerenze, perchè, ancora una volta è diretta al direttore della testata "www.ilponte-online.it"

Al direttore del Ponte Leonardo Rizzo
Cari concittadini cariatesi, vorrei esprimere la mia vicinanza e solidarieta' a tutte le famiglie che vivono in prossimita' della costa , che da  diversi giorni sono sotto assedio delle mareggiate e che stanno passando notti  in bianco ,vorrei dirgli di farsi coraggio e di difendere i propri diritti alla salvaguardia della propria incolumita' dei loro beni e delle loro proprietà.Manco da Cariati da dieci anni ho cambiato residenza e vivo e lavoro a Modena, ma Cariati la porto sempre nel cuore e veder scomparire forse una delle piu' belle sè non la piu' bella costa calabrese  e come veder morire e scomparire le proprie origini.
                                                                                                                                                                                                                                                                                               firma. CATALDO GENTILE