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Impiegati due canader e due elicotteri per spegnere le fiamme
Scala Coeli per ore assediato dalle fiamme, panico tra la popolazione

    

                                                             di Pasquale Loiacono

SCALA COELI – Un incendio di vastissime proporzioni, di cui quassù nessuno serba la memoria, ha rischiato di trasformarsi in un dramma, mettendo a serio pericolo abitazioni e cittadini del piccolo centro presilano.
La cronaca di una giornata caldissima, da tutti i punti di vista, comincia alle 6 del mattino, quando un primo focolaio si sviluppa in contrada Albanetto, nella zona sud del centro storico, sotto la rupe ove sorge l’antico abitato.
Arrivano prontamente gli uomini del corpo forestale dello Stato e dopo qualche ora tutto sembra essere ritornato alla normalità.
Ma nel primo pomeriggio si scatena l’inferno: probabilmente, alimentato da una leggera brezza, il fuoco riprende forma, si ravviva ed inizia la sua opera distruttrice.
Gira lungo tutto il costone della collina seminando panico e paura, sino ad arrivare nella centralissima Piazza Aiello: la “timpa” è un girone dantesco; le fiamme lambiscono le abitazioni, tanto che una casupola, adiacente lo storico Castello, si sbriciola letteralmente crollando a valle.
Il comune allerta la protezione civile e questa volta, senza esitazione alcuna, arrivano due canadair e due elicotteri che fanno la spola tra il mare ed  il centro abitato.
Intanto squadre di volontari, perfettamente coordinate, ed una schiera di semplici cittadini si adopera per domare le fiamme  che si avvicinano pericolosamente alle abitazioni.
Il lavoro è incessante, ma a tarda sera il pericolo è scongiurato.
L’assessore comunale alla protezione civile, Antonio Loiacono, ringrazia in modo particolare i mezzi aerei per il prezioso ed insostituibile apporto; il corpo forestale che da terra si è prodigato nell’organizzazione delle delicate fasi di spegnimento e le centinaia di persone che, davvero non si sono risparmiate  per domare l’incendio: “Gli scalesi sono fatti così. La solidarietà, caratteristica alla base della nostra piccola comunità, è una costante che si tocca con mano proprio durante le emergenze. Ci siamo trovati dinanzi ad una grave e reale minaccia, ma la sinergia tra le  istituzioni e  la gente comune ha avuto la meglio”.