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Veleggia nel mare della tempesta la maggioranza grazie alla effimera e debole forza della minoranza

CARIATI – Pasquale Loiacono - Può anche non piacere, ma l’esecutivo civico cariatese del sindaco Filippo Giovanni Sero, anche quando sembra che barcolli (in verità è un’impressione che non si è mai avuta) ritrova nuova linfa e vitalità nella sede deputata al confronto franco e democratico della municipalità: il consiglio comunale.
Non sappiamo se codeste virtù siano da ascrivere, più che al merito dei nostri governanti, ai “difetti” di una opposizione che tutto fa tranne che l’opposizione, ma certamente, ancorché brillando di “luce riflessa” o sulle incapacità altrui, la giunta del Sero sta superando ogni difficoltà con perfetto sincronismo e schiva tutti i colpi esplosi da una minoranza effimera, affatto compatta, se si eccettua l’esercizio del classico tiro al piccione (per il quale basta premere il grilletto senza usare la testa) con una granitica certezza: quella di essere più forte.
Filippo Giovanni Sero, da buon allenatore, come si dice usando una metafora calcistica, è capace di “fare” anche lo spogliatoio, sicché, se guai ci sono nella squadra, essi non traspaiono, o almeno si palesano in maniera edulcorata, impalpabile, comunque tali da non far strepitare alcuna oca, non fosse altro perché quaggiù non siamo in Campidoglio, ma nel più modesto, e rispettabilissimo, Palazzo Venneri.
C’è stato qualcuno che ha tentato di cavalcare la tigre della protesta, invero flebile, dei pescatori, determinata dall’allocazione delle barche nel porto ove fervono lavori di completamento.
Ma la “palla al balzo”, non colta,  si sta rivelando un boomerang, mentre per il governo locale, qualora ne avesse mai avuto bisogno, è una manna dal cielo, giacché ha spento tutte le velleità prosaiche di chi ha voluto ergersi, legittimamente ed in buona fede, a paladino degli oppressi.
Gli stessi pescatori, sbollita la comprensibile rabbia del momento, causata dalle recenti mareggiate che hanno messo a rischio le loro imbarcazioni, hanno mostrato di saper comprendere (a torto o ragione non sappiamo) le scelte della maggioranza consiliare la quale, tranne certe esecrabili e singole manifestazioni di passeggera altezzosità, è uscita dal dilemma con fatica, si, ma non con le ossa rotte.
Eppure, di materia del contendere ce ne sarebbe, e tanta, ma con i consiglieri di minoranza che si ritrova la città, ed il granitico equipaggio del Sero, uso “ad obbedir tacendo”, non c’è opposizione che tenga.
Buon Natale, Cariati.