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Le forze dell'ordine in poche ore riescono a chiudere
le indagini su un omicidio
Per l'uccisione di una donna a Rossano,
trovata in una cinquecento agonizzante, arrestato il marito
ROSSANO – Anna Russo - Gioia e sgomento nel giro di poche ore. La
città di Rossano è andata incontro alla notte con la gioia per la
milionaria vincita al Superenalotto e poche ore dopo si è
risvegliata scioccata per la notizia dell’omicidio di una giovane
donna. A morire, alle prime luci dell’alba, Ida Solferino, di 30
anni, il cui corpo senza vita è stato rivenuto sul sedile posteriore
di una Fiat Cinquecento vecchio tipo. Ma in quella macchina, forse,
la donna è stata adagiata già senza vita nel disperato tentativo di
salvarla trasportandola in ospedale. Per l’omicidio è stato
sottoposto a fermo il marito della donna, nonché suo cugino di primo
grado, Antonio Solferino, di 40 anni, volto noto delle forze
dell’ordine. Tanti i punti da chiarire, ma dalle prime indagini,
condotte congiuntamente dai Carabinieri del Nucleo Operativo e
Radiomobile della compagnia di Rossano, guidata dal maggiore
Vittorio Bartemucci e dal personale del Commissariato di Pubblica
sicurezza di Rossano diretto dal dott. Ugo Nicoletti, tutto lascia
pensare che si sia in presenza di un dramma familiare, di una lite
scoppiata tra le pareti domestiche di una piccola abitazione del
centro storico e degenerata in tragedia. Al momento, alla base della
furibonda lite tra i due, ci sarebbero futili motivi, una
discussione divampata, a quanto pare, attorno alle 4:00 di ieri
mattina e che ha avuto il suo culmine poco dopo con
l’accoltellamento della donna da parte del marito. Un solo colpo,
preciso e profondo, in mezzo al petto, a quanto pare con un coltello
da cucina dalla lama lunga e tagliente. Una ferita mortale che non
avrebbe lasciato scampo alla donna. Sembra addirittura che la lama
del coltello si sia spezzata, forse nel tentativo di estrarre il
coltello dal petto. Questi, almeno, sembrano essere i risultati dei
primi rilievi esterni sulla salma della trentenne, ora posta sotto
sequestro e sulla quale ieri sera è stata condotta l’autopsia da
parte del medico legale incaricato Francesco Fagiano di Lecce, i cui
esiti saranno comunicati nei prossimi giorni. La donna è stata
subito soccorsa dai familiari, a quanto pare dalla compagna del
fratello del marito e dalla suocera, che abitano in un caseggiato
attiguo, e che avrebbero cercato di prestarle un primo soccorso
chiedendo anche l’intervento del 118, ma dinanzi alla gravità della
situazione, secondo una prima ricostruzione, sembra che le due donne
abbiano caricato in macchina la congiunta per trasportarla in
ospedale. Ma a pochi metri dall’abitazione, proprio alle porte del
centro storico di Rossano, vicino a un’officina, hanno incrociato
l’autoambulanza che hanno bloccato quasi in mezzo alla strada.
Troppo tardi. Per Ida Solferino non c’era più nulla da fare. E quasi
contemporaneamente sul posto è giunta una pattuglia dei Carabinieri
del Norm, già in servizio per il controllo del territorio, e una
volante della Polizia chiamata dai sanitari del 118. E l’efficiente
sinergia e coordinamento delle forze dell’ordine, con la brillante
supervisione del Sostituto Procuratore di turno, d.ssa Alessia
Notaro, ha fatto sì di poter rintracciare e fermare, quasi
nell’immediatezza del fatto, il presunto responsabile, Antonio
Solferino, trovato ancora nella propria casa, in piazza
Grottaferrata, nel centro storico. Contro di lui pare siano emersi
gravi indizi di colpevolezza, in base ai quali è stato emesso il
provvedimento di fermo, non solo per il presunto reato di uxorcidio,
ma anche per il tentato omicidio della madre, intervenuta per
soccorrere la nuora. Il fermato, che in mattinata ha necessitato di
una visita del 118 poiché era in forte stato di agitazione, nel
tardo pomeriggio di ieri è stato poi tradotto nella casa di
reclusione di Rossano, in attesa che venga fissato dal Gip del
Tribunale l’interrogatorio di garanzia, a quale saranno presenti
anche i legali nominati dal fermato, avvocati Francesco Nicoletti e
Giuseppe Zumpano. Sul luogo in cui sostava la macchina con a bordo
il corpo esanime della donna, oltre agli investigatori e al
Procuratore Capo di Rossano, Leonardo Leone de Castris, sono giunti
in prima mattinata anche i Carabinieri del Reparto Operativo di
Cosenza che, sotto una pioggia battente, hanno proceduto ai rilievi
ed al sequestro dell’arma del delitto. La salma è stata poi presa in
consegna dalla ditta funebre di Domenico Curia, che l’ha trasportata
presso l’obitorio dell’ospedale dove è stata condotta l’autopsia.
Sotto sequestro anche la vettura e l’abitazione dove i due coniugi
vivevano, assieme ad altri familiari e ai tre figli, in tenera età,
che, a quanto si è appreso, pare fossero presenti al momento della
lite tra i genitori e dopo essere stati ascoltati dagli inqurenti
alla presenza di psicologi e assistenti sociali, sono stati affidati
ad una sorella del padre. Intanto stanno giungendo a Rossano i
familiari della donna, un fratello e una sorella che da tempo
vivevano a Milano e anche dei cugini residenti a Matera.
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