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Organizzato dal CIF prvinciale, a Rende sono stati premiati i vincitori del 9° Premio "Al Miceli"
Nella sezione letteraria ha vinto il giovane cariatese Giacomo Aiello, con "Una lettera ad una giovane mussulmana"
 

Si è tenuto Domenica 14 Dicembre nella Sala Tokyo del Museo del Presente in Rende, la premiazione per la sezione letteraria, 9° edizione del Premio “Alda Miceli” nel centenario della nascita.
Alda Miceli rappresenta una pietra miliare nel CIF e nella storia della nostra Nazione.
Formata alla scuola di Armida Barelli  era a Lei  succeduta alla guida della Gioventù Femminile di AC .
“Ad Alda nella lunga esistenza sono stati affidati tantissimi incarichi di grandissima responsabilità che Ella ha sempre assolto con dedizione intelligente e fedele,ma credo che vada sempre ricordata come donna del Concilio non solo perché fu nominata da Paolo VI uditrice laica al Concilio Vaticano I,ma perché nella sua vita e nella sua opera prefigurò e visse lo spirito del Concilio con l’intuizione di molti laici e laiche formatesi alla scuola dell’Azione Cattolica.
Alda credette e visse la laicità non come dimensione sociologica ma come realtà teologica fondata sul battesimo ed esercitata come dono  sempre in tutti i settori della molteplice attività.
chi ha avuto la gioia di collaborare con Lei ha ricevuto esempi grandissimi di fede,di lungimiranza di umiltà e di consapevolezza femminile…..(Emma Cavallaro L’Avvenire 22/04(1998)
E’stata Presidente del CIF  Nazionale dal 1963 al 1978
Della nascita del CIF nel 1944 fu protagonista e si adoperò al fine di radicare la consapevolezza del ruolo importante delle donne nella vita sociale,religiosa e politica.
A lei si deve il passaggio del CIF da federazione ad associazione.
Così si è letto sulla stampa all’indomani della sua morte avvenuta a Roma il 17.4.1998
“Un’instancabile testimone di Cristo.  Il suo impegno nel sociale .Una donna lieta e coraggiosa. Un patrimonio di saggezza. Ha conosciuto il Signore e subito lo ha amato.
Alda Miceli: il Concilio con gli occhi delle donne. Un’amica indimenticabile.
Una vita tra le donne per  le donne mantenendo salde le radici dei valori
Il Concorso a Lei dedicato ha visto la partecipazione degli studenti di scuola media Superiore delle sedi comunali del CIF nella Provincia di Cosenza.
Presenti la Presidente Provinciale CIF d.ssa Gisella Florio La Presidente Regionale CIF Carmelina Smeriglio, di tutte le Presidenti CIF della Provincia di Cosenza,l’Assessore alla Cultura al Comune di Rende,l’Assessore alla Cultura PI e Politiche Giovanile alla Provincia d.ssa Covello Stefania,sono stati consegnati tre premi andati a ragazzi di Cosenza,San Giovanni in Fiore e Cariati.
Giacomo Aiello , il ragazzo di Cariati che ha vinto il premio, era accompagnato dalla Presidente CIF Comunale,d.ssa Sciarrotta Carmela. Giacomo,  molto vicino alla Chiesa e assiduo frequentatore degli eventi giovanili nella nostra diocesi,alunno del liceo scientifico “S.Patrizi” di Cariati ha scritto una “lettera ad un’amica musulmana” ben focalizzando il tema del concorso “donne e territorio:protagoniste con Alda Miceli nella costruzione del bene comune”.
Apprezzamenti ed elogi sono pervenuti da tutti i presenti, ma semplici e commoventi parole di encomio sono state pronunziate per Giacomo da Mons.Emilio Aspromonte consulente Spirituale del CIF Provinciale di Cosenza,che nel suo intenso intervento ha sottolineato e l’importanza dell’humus in cui Giacomo vive ,della realtà sia laica del CIF di Cariati sia della Chiesa che annovera  e sa coltivare tra i suoi figli intelligenze e capacità non comuni.

La lettera scritta da Giacomo che gli è valso il premio:

LETTERA A UNA GIOVANE MUSULMANA
Cara Fatima,
Anche se sei tornata nel tuo Paese, ti scrivo per continuare il nostro rapporto di amicizia nato in Italia.
Tante volte ti ho parlato del bene comune, che è ormai diventato uno scopo importante per l’intera umanità. Con questo termine, infatti, voglio indicare l’esigenza e la necessità dell’uomo di realizzare una società universale, civile e libera. Per raggiungere questo obbiettivo, abbiamo bisogno della solidarietà necessaria, nella quale diverse religioni e culture collaborino per la creazione di una vita comunitaria.
In quest’epoca dominata da un esasperato egocentrismo, credo che occorra l’impegno di tutti e di ciascuno, che può contribuire a realizzare tutto ciò.
Per la sua realizzazione, quindi, dobbiamo creare un dialogo tra culture, capace di rompere e di eliminare barriere di incomprensione tra gli uomini. Punto  fondamentale per la creazione del bene comune è la capacità di saper accogliere , poiché con il fenomeno mondiale dell’emigrazione è ormai difficile convivere con le differenza linguistiche, religiose ma soprattutto culturali. E’ necessario, quindi, una politica dell’accoglienza, fatta direttamente o in collaborazione con associazioni o istituzioni.
Proprio per questo, cara amica, chiedo a te e a tutte voi donne immigrate, di combattere ed assumere un ruolo prioritario in questa costruzione. Combattere per il dialogo tra le nostre culture, per una convivenza e una collaborazione tra gli Stati, al fine di eliminare una visione del mondo che vede l’essere umano schiavo di un pericoloso sistema sociale.
Bisogna quindi sfruttare ed accompagnare l’immigrazione , altrimenti scopriremo che da arricchimento diventerà svantaggio per l’intera umanità.
Per concludere, dico grazie a tutti quei martiri che, battendosi per la riconciliazione tra Oriente e Occidente, hanno perso la vita. Una testimonianza e’ data Benazir Bhutto, la prima donna a guidare un Paese musulmano, che è stata uccisa per i suoi ideali liberali. Insieme a lei, Ingrid Betancourt  ancora prigioniera in Colombia, per il suo impegno in politica contro la corruzione e il narcotraffico.
Concludo la lettera con un altro esempio di donna italiana, di nome Chiara Lubich, la quale, pur non avendo un progetto preciso, “ha gettato i ponti con il diverso da lei”: con cristiani, con fedeli di altre religioni, con chi ha altre convinzioni.
Ti saluto con una celebre frase di S. Giovanni della croce:
“Dove c’è amore, metti amore e troverai amore”.
Aspetto tue notizie, un abbraccio,
Giacomo