"Mo
vene Natale su senza dinari............" cantava Renato Carosone
Si strige la cinghia nel programma di Natale e si
inserisce la Messa di Natale e qualche recita delle scuole
CARIATI -
Pasquale Loiacono -
C’era, forse, da aspettarselo, perché adesso la politica si
appropria anche della fede, dell’anima, della massime espressioni
della religione cattolica apostolica romana: il Santo Natale.
Nella brochure degli eventi natalizi predisposta
dall’amministrazione civica, oltre agli eventi culturali, a dire il
vero sobri e dignitosi, compresi sotto il nome di “Sentu lu
strusciu di…”, dall’incipit di una nota canzone popolare, balza agli
occhi anche la Santa Messa del giorno di Natale, celebrata
dall’Arcivescovo della diocesi Rossano – Cariati, Santo Marcianò.
Dunque, se non ci fosse stata la lodevole iniziativa
dell’assessorato comunale alla cultura, sia detto senza ironia,
molto probabilmente i fedeli non avrebbero potuto “godere” della
solenne funzione.
Ma siamo sicuri che sia proprio così? La Chiesa ha davvero bisogno
di “sponsorizzazioni” istituzionali?
Il “ruzzolone” della giunta civica si spiega, probabilmente, con la
foga di sistemare nel calderone delle manifestazioni “laiche” pure
le adunanze dei cattolici.
Ma si sa: c’è, fortunatamente, un comune che pensa proprio a tutto,
e ricordare ai cittadini che il 25 dicembre è Natale pare un
obbligo: ce lo saremmo dimenticato.
Un dubbio: ma nelle cittadine sprovviste di tali attenzioni verso
gli amministrati, la messa di Natale, se non inclusa nel
“cartellone”, sarà lo stesso celebrata?