LE ULTIME DAL “COSENTINO”: CONTIINUA LO SCIOPERO DELLA FAME DEL SINDACO – PRIME PROTESTE DEI CITTADINI DOPO IL NO DI SCOPELLITI PER SALVARE L’OSPEDALE – DOMANI SERO INCONTRA IL PREFETTO DI COSENZA – LE LAMPARE INIZINO LA RACCOLTA DELLE SCHEDE ELETTORALI










CARIATI – Pasquale Loiacono - Ospedale. L’incontro di oggi occorso in quel di Catanzaro fra i sindaci del Basso Jonio ed il presidente della regione, Giuseppe Scopelliti, è una vera e propria Caporetto per tutto il territorio che sarà, di fatto, privato dell’ultimo baluardo di civiltà: il glorioso “Vittorio Cosentino”, struttura snella ed efficiente, garante del diritto costituzionale alla salute.
Il sindaco di Cariati, Filippo Giovanni Sero, in un certo senso il “portavoce” e la bandiera” della rabbia popolare, da due giorni in sciopero della fame, è distrutto dalla fatica, tanto da dover ricorrere a qualche flebo di mantenimento, ma non demorde: “Io vado avanti, e con me tutti i colleghi del comprensorio e certamente questa vessata popolazione”.
Ma torniamo a alla giornata di oggi.
Nella sede della giunta regionale sono convocati tutti gli amministratori del territorio; il governatore è irremovibile e resta sulle sue posizioni, peraltro espresse pubblicamente (“Devo chiudere 18 ospedali”).
La sintesi, brutale, ma che era nell’aria, e che il “Cosentino” dismetterà le funzioni di ospedale.
In soldoni, significa che chiuderanno anche i superstiri reparti attivi per acuti (i ricoveri); medicina e cardiologia.
Intanto la situazione potrebbe deflagrare da un momento all’altro, con migliaia di cittadini “incazzati”.
Dunque, la valutazione dei sindaci sul vertice catanzarese a Palazzo Alemanni è negativa, anche se resta uno “spiraglio”, quello di giovedì prossimo, a cui, però, non crede nessuno, giacché le posizioni erano e sono distanti.
Il sindaco di Crosia, Gerardo Aiello, che nel corso della riunione, per protesta, aveva abbandonato anzitempo il vertice di Catanzaro, non usa mezzi termini: “La nostra regione non ha alcuna forza contrattuale, visto che il presidente Scopelliti ci ha detto che qualsiasi decisione non in linea con Roma sarà bocciata. Penso che solo con un’azione di forza riusciremo a cavare qualcosa”.
Nella tarda serata di oggi i sindaci hanno comunicato gli esiti negativi del vertice con Scopelliti ed insieme hanno concerta una serie di iniziative che saranno rese note nella mattinata di domani.
Filippo Giovanni Sero nella mattina di domani incontrerà sul tema il Prefetto di Cosenza, Antonio Reppucci, col quale è in costante contatto: resta da chiarire se l’accordo sottoscritto appunto in prefettura nell’agosto del 2009 è ancora valido oppure se è “carta staccia”.
Un tavolo tecnico in regione sarà aperto a breve per un confronto fra “esperti” proprio sulle prestazioni erogate dal “Cosentino”.
Molti non gradiscono l’approccio di Scopelliti che taglia all’intera provincia di Cosenza 11 ospedali su 18 e ben 600 posti letto contro i soli 54 di Reggio, nonostante l’Age. na. s (l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) dimostri un “credito” che vanta la nostra provincia proprio in termini di posti letto”.
Insomma, è un dramma, scoppiato proprio nella simbolica data dell’8 settembre.
Ma qui non c’è nessun Badoglio, non si proclama nessun armistizio e Scopelliti non sembra essere Eisenhower.
Sintetizza un medico ospedaliero: “È stato abrogato il diritto alla vita. Quaggiù una persona ha un rischio di morte che è almeno 10 volte superiore ad un residiente di Rossano o di Castrovillari. Come in Uganda”.
Intanto, il gruppo “Le Lampare”, hanno diramato una nota, nella quale si legge che, “da oggi presedieremo l’ospedale di Cariati e da domani inizieremo la raccolta delle schede elettorali dei cittadini da consegnare al presidente Scopelliti nell’incontro del prossimo 16 settembre”


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