MENTRE SI ACCENTUANO LE POLEMICHE SUI "FATTI" DI PALAZZO ALEMANNO, PER IL SEGRETARIO DEL PD FAUSTO SERO "IL PREZZO MAGGIORE LO PAGANO I CITTADINI CHE GLI VIENE NAGATO IL DIRITTO ALLA SALUTE. A SCOPELLITI CHIEDIAMO DI TRATTARE SERENAMENTE IL NOSTRO PROBLEMA. CHIEDIAMO TROPPO? ALRO CHE AGGUATO!"





CARIATI – La vicenda delle proteste per scongiurare la chiusura definitiva dell’ospedale “Vittorio Cosentino” ha assunto dimensioni nazionali.
Comunicati, smentite, repliche e controrepliche si susseguono a ritmo vertiginoso e ciascuno dice e difende le proprie tesi.
La situazione e incandescente ma, come è stato scritto, “al fuoco della verità le obiezioni non sono che mantici”, e così assistiamo ad un balletto corale di responsabilità più o meno pregresse, mentre, in realtà, chi paga il prezzo più salato sono i cittadini, quelli comuni che qualcuno, in alto, sta additando come manovrati da chissà quali oscuri stratagemmi, tanto da proporre interrogazioni al ministero degli interni, come se quaggiù si annidasse il “cuore” della malavita organizzata.
“Ed invece – commenta il segretario del Pd, Fausto Sero – siamo gente perbene. Senza strade, ferrovie, aeroporti e, soprattutto lavoro, Insomma, poveri si, ma onesti. Mi spiega qualcuno per quale tornaconto i sindaci e la società civile lottano in difesa del sacrosanto diritto alla salute che ci hanno scippato?”
Per Sero, quel che avvenendo “è emblematico di un’idea di governo padronale, non disponibile all’ascolto, ma soprattutto incapace di governa la regione. Da noi, nella Sibaritide, si sta ammazzando un progetto di territorio sanitario faticosamente ricostruito negli anni”.
Dunque, non risponde a verità l’assioma secondo cui Scopelliti non fa altro che attuare il Piano sanitario licenziato dal governo Loiero e confermato dall’accordo Stato – Regione il 17 dicembre del 2009.
“Chi non memoria corta – spiega Sero – si ricorderà che il progetto originario del nuovo ospedale della Sibaritide prevedeva 550 posti letto, ridimensionati a 350 proprio per garantire la sopravvivenza dei presidi di Cariati e Trebisacce. Il commissario Scopelliti ha il dovere, però, di garantire a tutti i territori calabresi pari trattamenti e pari opportunità: i posti letto non li distribuisce lui o qualche suo tifoso, giacché il sistema sanitario nazionale è vincolato ai livelli essenziali di assistenza i quali prevedono 4 posti letto su mille abitanti, Nella Sibaritide questi parametri sono clamorosamente disattesi, perché, nei fatti, in Calabria avremo aree con 6/7 posti su mille abitanti ed altre (come ampie zone della provincia di Cosenza) con un posto su mille. È semplicemente disumano”.
Ma veniamo alle polemiche dei presunti “agguati” a Scopelliti: “È una parola che noi non conosciamo, mentre Scopelliti sa benissimo cosa significa, essendo stato sindaco di una bella ma sfortunata città, ad altissima densità mafiosa. Mentre noi siamo assediati dalla politica, quella che prende i voti e scappa e poi ci chiude gli ospedali. Allora è naturale che la gente s’incavoli, senza bisogno di essere “fomentata” da chissà chi”.
Nonostante tutto, “noi siamo ancora disponibili a trattare, a sederci attorno ad un tavolo ed a ragionare pacatamente, come è nel nostro stile di persone oneste e serie, con la garanzia di non essere più manganellati”.
Il segretario del Pd ne ha anche per il consigliere regionale Giuseppe Caputo, quello che avrebbe portato “il bottino della sanità” a Rossano: “Nessuno crede più a Caputo quando si affanna a dire che difende l’ospedale di Cariati, nemmeno il Pdl cariatese. Noi stiamo lottando tutti, senza distinzioni di colore politico, e non abbiamo bisogno di nessuno. Ci bastano i cittadini, le sezioni politiche, gli amministratori e i sindaci”.
Caputo “sta approfittando del terremoto politico e giudiziario che si è abbattuto su Corigliano per saccheggiare anche l’ospedale di quella città. Ma sta danneggiando anche i cittadini di Rossano che si ritroveranno con un ospedale intasato da centinaia di persone e quindi destinato ad andare definitivamente in tilt”.

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