Frana il cimitero di Mandatoriccio in pericolo loculi, cappelle gentilizie e tombe.


Il sindaco Donnici scarica le responsabilità sulla Regione Calabria



MANDATORICCIO – Nella Calabria che si sgretola non c’è pace nemmeno per i morti: il cimitero sta scendendo a valle, inesorabilmente, e rischia di trascinarsi dietro decine e decine di tombe.
La protezione civile ha provveduto a transennare parte del luogo sacro, ma alla prossima pioggia, ne sono sicuri quassù, tra i monti della Presila, potrebbe franare tutto, come dire morire due volte per gli uomini e le donne che risposano nella terra. Il sindaco, Angelo Donnici, è preoccupato: “Sin dal mese di dicembre del 2009 il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio ha chiesto l’inserimento del comune di Mandatoriccio, assieme a quello di Lungro, nei finanziamenti dei fondi Por 2007/2013 ammontanti 800 milioni di Euro, già stanziati a favore della Regione Calabria. Ma fino ad oggi non abbiamo alcun riscontro da parte dei competenti uffici regionali”.
La situazione di grave dissesto del territorio, spiega il primo cittadino, riguarda il cimitero comunale per il quale abbiamo inoltrato, dal novembre 2009 e per tutto il 2010, numerose e specifiche richieste di contribuiti economici e mezzi. Risposte zero”.
Più recentemente, il sindaco, il 17 febbraio scorso, ha denunciato che “a seguito delle ultime avversità atmosferiche si sono registrati gravissimi smottamenti di terreno in atto all’interno dell’area cimiteriale, ove il terreno circostante oltre 90 tombe risulta allo stato in grave pericolo di crollo, con conseguente quanto palese minaccia di irreparabile pregiudizio per le salme ivi seppellite”.
La causa principale del movimento franoso sarebbe dovuta alla presenza, nella parte a monte dell’area cimiteriale, di una evidente e grossa frana che avanza dalla collina sovrastante il camposanto e che ha già scaricato grossi massi proprio nelle immediate vicinanze della costruzioni adibite a cappelle gentilizie le quali, solo per puro caso, fino ad oggi non sono state danneggiate.
Ma negli ultimi giorni la situazione si è ulteriormente aggravata: il terreno, ceduto di oltre mezzo metro, ha prodotto l’inclinazione dei loculi, alcuni dei quali già sono seriamente danneggiati.
Insomma, occorrono quattrini per fare fronte alla riesumazione delle tombe interessate dalla frana, ed in proposito il sindaco ha inviato al presidente della Giunta regionale Scopelliti, nella qualità di Commissario delegato per l’emergenza e la tutela del territorio, uno specifico e circostanziato progetto, corredato da approfondita relazione geologica, “attestante la gravità e la situazione di rischio interessante l’area cimiteriale e le necessità cui occorre fare fronte in via di urgenza”.
Una bella grana, silenziosa; Perché i morti, si sa, non protestano.


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