Amministrative 2011 - FILOMENA GRECO, candidata a sindaco della Lista “FAI VINCERE CARIATI”, incontra i giovani nei luoghi di ritrovo dei giovani speranza e futuro della nostra Città


Prosegue il "tour" fra la gente e per la gente, per meglio comprendere i problemi reali e cercare, assieme, il modo di risolverli




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Incontri su incontri. Parlare, comprendere, recepire e, soprattutto ASCOLTARE.
È LA “MISSIONE” di Filomena GRECO, il SINDACO DIVERSO, la prima donna che aspira, per amore di Cariati, alla guida della Città.
Nei locali pubblici, animati da giovani e giovanissimi, dai ragazzi che non hanno ancora “l’età” per votare, la GRECO, assieme alla sua squadra di candidati a consigliere, ha discusso sulle tematiche che attengono la vita, la cultura e le aspettative dei nostri ragazzi.
”Sono rimasta entusiasta – commenta GRECO – perché proprio non pensavo di trovare una maturità leale, onesta e franca e, al contempo, lieta di aver potuto constatare quanta pienezza c’è nella nostra gioventù, spesso bistrattata giacché, non essendo portatrice voti, è relegata ai margini. Invece ho incontrato ragazzi e ragazze con le idee chiare, più chiare di quelle che presumiamo avere noi stessi, catalogati nella categoria degli adulti con la presunzione di rappresentare tutta la società. Ho imparato molto di più da un paio d’ore assieme ai nostri ragazzi che non nelle discettazioni snervanti con coloro che credono, e pensano, di essere la panacea di tutti i dilemmi cariatesi. Solo per loro, per la loro gioia di vivere e di sognare, vale la pena di lottare”.
I giovani lamentano la mancanza di punti d’incontro; la scarsa illuminazione pubblica che rende difficoltosa, dal punto di vista della sicurezza, le uscite serali; la cattiva o inesistente manutenzione degli spazi verdi; le strade dissestate; la segnaletica stradale ambigua; le spiagge perennemente sporche.
Ma l’attenzione dei ragazzi è anche rivolta ad altri fattori di disagio, come, ad esempio, la sanità pubblica: “Il fatto che ci stiano chiudendo l’ospedale pezzo dopo pezzo – dicono – conferma la latitanza della classe politica che poco si è impegnata su questo delicato e vitale fronte. Se al fatto di non essere aiutati a vivere decorosamente aggiungiamo anche la sottrazione del diritto alla salute, allora si spiega come mai preferiamo andarcene altrove, sicuramente col pianto nel cuore e con la tentazione di non tornare più, anche se amiamo Cariati per davvero”.

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