Così Viviana Rizzo, ex allieva ricorda la “Signorina” Nellina: “A tutti noi che l’abbiamo vissuta d’ora in poi mancherà un pezzo di cuore, perchè è stata un forte punto di riferimento”




Milano - Mi viene difficile cominciare a scrivere queste righe perché mi viene difficile pensare che Nellina non ci sia più. Credo che molti miei amici, come me, non riescano proprio a metabolizzare anche solo l’idea della sua mancanza perché appariva un po’ come quelle figure immortali delle quali non ti poni mai il problema di quando non ci sarà più perché pensi che ci sarà sempre…
Molti dei suoi alunni la chiamavano “la Signorina” che non era un semplice sostantivo, ma un titolo di riguardo nei suoi confronti. A tutti noi che l’abbiamo vissuta d’ora in poi mancherà un pezzo di cuore, perchè è stata un forte punto di riferimento, non solo come insegnante, ma soprattutto come maestra di vita. Per lei non eravamo alunni, eravamo i suoi ragazzi, ma anche amici, figli, nipoti. E questo riusciva a dimostrarcelo in ogni modo. Credo ci abbia amati tutti incondizionatamente perché la sua priorità era dare amore e insegnare disciplina attraverso un’arte così espressiva e poliedrica come la musica. Come non ricordare il suo impegno per l’Unicef? Per i bambini abbandonati ha speso gran parte della sua attività. Lei era così come appariva e questo era proprio il suo bello! Nellina era molto timida, ma anche capace di travolgere tutto e tutti con le iniziative che intraprendeva (facendo oltretutto non poca fatica in un tessuto sociale come i nostro). Era una persona leale, a volte talmente tanto da risultare pura e dura. Aveva un sorriso dolce, che però nei momenti importanti lasciava trapelare tutte le sue emozioni.
Ho studiato con lei per circa sette anni, e ogni momento in quella stanzetta col pianoforte è vivido. Ricordo che a volte mentre salivo le scale di casa sua la sentivo urlare perché qualcuno duro d’orecchie (nonostante le mille spiegazioni e tutta la pazienza del caso) non solfeggiava o suonava come avrebbe dovuto , subito dopo presa da un certo senso di sfinimento scoppiava a ridere e pace era fatta. Ricordo che ci parlava dolcemente e sempre in italiano, ma delle espressioni tipiche di alcuni suoi momenti erano rigorosamente in dialetto cariatese. Ricordo l’odore della sua sigaretta spenta un attimo prima che arrivassimo a far lezione. Ricordo la sua ansia e preoccupazione quando la sua mamma (per la quale nutriva un amore immenso) ritardava il rientro a casa. Ricordo la gioia e l’orgoglio con il quale parlava dei suoi nipoti. Ricordo il suo costante impegno, la sua voglia di trasmettere qualcosa di prezioso a noi suoi alunni, perché lei non era affatto gelosa della sua conoscenza, ma tentava di trasmetterla singolarmente a ognuno di noi. Ricordo lo spirito di aggregazione col quale ci contagiava, i pomeriggi passati a far le prove per i saggi o per gli spettacoli. Addirittura ricordo l’emozione fortissima di noi ragazzi nello scoprire i pezzi da lei assegnatici per quella magica serata dove tutti eravamo protagonisti. Tutti tranne lei, che, avvolta nella sua modestia, dovevamo trascinare sul palco, dove poi abbassava gli occhi e diventava rossa. Ricordo anche le sue lacrime e la sua emozione alla fine di queste serate. Ricordo le sue paure e il suo entusiasmo quando si è lanciata nel nuovo progetto teatrale, nel quale si è riconfermata vincente. Ricordo anche che quando ho smesso di essere sua allieva e sono partita per Milano, la “Signorina” ha mantenuto nei miei confronti sempre lo stesso affetto ogni volta che ci incontravamo. Ricordo poi, che si è accasciata dal dolore immenso quando le ho dato la notizia che il suo allievo migliore, la sua estensione artistica, aveva perso la vita in un incredibile incidente. E mi piace pensare che adesso siano insieme lassù, chissà, magari a metter su un grande musical…
Cara Nellina, qui mi coglie un pizzico di malinconia perché avrei voluto dirti queste cose guardandoti negli occhi anziché scriverle su un computer, ma mi consola aver avuto la fortuna di conoscerti e portare con me ancora adesso gli insegnamenti e i valori che mi hai trasmesso. Ti abbiamo amato così tanto, così com’eri…speciale. Da parte dei tuoi ragazzi posso dirti un semplice grazie, solo tu potevi darci questo tipo di emozioni e di opportunità. Ci mancherai.


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