MONTA LA POLEMICA PER IL COMPORTAMENTO ASSURDO DEL SINDACO DI SCALA COELI - MARIO SERO, PD “MARIO SALVATI HA CERCATO DI PESCARE NEL TORBIDO FIN DALL’INIZIO DI QUESTA VICENDA. CHIEDIAMO CHIAREZZA E NON BUGIE O PROMESSE”






CARIATI – È inutile girarci attorno: adesso il vero problema, che poi investe tutti gli altri, compresa la piaga della vile ‘ndrangheta, è l’ambiente.
Un’emergenza che pagheremo, con gli interessi, se le istituzioni non si liberano dal gravoso fardello dei voti di scambio; dai favori fatti perché “tanto quello è un amico”; dalle bustarelle che piovono, più copiose della pioggia, nelle tasche di amministratori comunali, provinciali e regionali.
Perché, diciamocela tutta la verità, pur di conservarle, certe maledette poltrone, si scende a patti anche col diavolo.
Esempio piccolo piccolo: Il fatto che il signor sindaco di Scala Coeli, Mario Salvato, abbia disertato l’incontro dell’altra sera, nel suo comune, con il professor Paul Connet, (unanimemente riconosciuto come la massima autorità mondiale in tema di sostenibilità ambientale) giunto nello sconosciuto borgo per illustrare, dal suo punto di vista, la dannosità degli inceneritori, lascia davvero esterrefatti.
Il docente americano, presenti i sindaci della zona, ha spiegato, e questa è una sua opinione confortata da almeno 40 anni di studi ininterrotti, le ragioni per le quali i termovalorizzatori sono pericolosi (eufemismo attenuante) per il territorio e la salute dei cittadini.
Ma che ti fa il buon Salvato?
Si defila ed, anzi, fa distribuire, dopo avere “imposto” alla sua giunta di non partecipare (pena la destituzione), degli opuscoli stampati a cura della sua amministrazione nei primi giorni di giugno del 2009.
Cioè qualche giorno dopo avere firmato l’accordo capestro con il commissario all’emergenza dei rifiuti in Calabria, Goffredo Sottile, attraverso il quale, l’illuminato sindaco dava parere favorevole alla costruzione di una mega discarica nel territorio del suo comune.
Si tratta di un libello, mutuato da fonti inadeguate e truffaldine, che, in sintesi, esalta la bontà di discariche e termovalorizzatori, giusto per mettere a tacere gli “ignoranti” scalesi.
Protesta il capogruppo del Partito democratico nel consiglio comunale di Cariati, Mario Sero, presente al convegno di Scala Coeli: “Mario Salvato ha cercato di pescare nel torbido fin dall’inizio di questa vicenda, salvo poi (messo alle strette dai suoi colleghi del territorio e dalla protesta popolare, spontanea) fare un passo indietro e declamare candidamente: “Noi non vogliamo diventare la pattumiera della Calabria. Non sapevamo cosa frullasse nella testa di Sottile”.
Bravo, ben fatto.
Ma non è “del tutto convinto – conferma Sero - anche se le altre municipalità lo delegano a trattare con il citato commissario e l’assessore regionale all’ambiente al fine di scongiurare una ipotesi sciagurata”.
Si tratta di un incarico che era, ed è, “sostanzialmente fittizio o, per dirla tutta, una burla: come affidare la guerra contro il terrorismo a Bin Laden, perché il Salvato mal digerisce la posizione ferma delle comunità limitrofe”.
Ora, il primo cittadino scalese, con la sua incredibile assenza, “scomunica anche i sindaci del territorio e, senza giustificazione, non solo si nasconde, ma non manda nessuno della sua onorevole squadra di giunta a rappresentarlo”.
Una “caduta di stile angosciante; un atto di scorrettezza inaudita, pacchiana e sospetta verso chi ha “onorato” Scala Coeli con la sua presenza. Noi, come Pd, saremo sempre a fianco dei sindaci, come quello di Cariati, Filippo Giovanni Sero, che si dichiarano apertamente contrari ad ogni forma di violenza del territorio e contrari a chi (vedi la posizione dell’assessore provinciale Leonardo Trento) cerca di “mediare” con società private per realizzare, comunque, una discarica “privata”.
Insomma, Mario Salvato sarebbe reo “di alto tradimento nei confronti della sua collettività e di quella del comprensorio: cosa aspetti a tirare i remi in barca, ora che è palese l’inganno che si ostina a consumare a danno di tutti è un mistero o, se vogliamo, un chiarissimo interesse il cui utilizzatore ultimo, come si dice di questi tempi, è lui ed unicamente lui”.
Summa: “Di certa gente, che si arroga il diritto, seppur legittimo, di indirizzare i destini della gente, trattandoli come carne da macello, non sappiamo cosa farne.
Qualche idea l’avremmo, ma noi, per buon gusto ed educazione, lasciamo che l’immaginino altri. E lasci fare ad altri, per esempio a Filippo Giovanni Sero (sia detto con la massima onestà) che sulla vicenda, fino ad ora, nonostante certi freni inibitori comprensibili, ha mostrato di sapere agire nell’interesse esclusivo della collettività”.

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